Tagungsberichte DOI: 10.38023/df54f3b5-6aed-4275-89e1-b1dffda54072

Un progetto di rilievo scientifico, linguistico e politico

Università di Basilea: analisi e valutazioni dell’italiano istituzionale svizzero

Jean-Luc Egger
Jean-Luc Egger

Zitiervorschlag: Jean-Luc Egger, Un progetto di rilievo scientifico, linguistico e politico, in: LeGes 35 (2024) 3


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Il mercoledì 2 ottobre 2024 a Basilea si sono tirate le somme di un progetto di ricerca quadriennale finanziato dal FNR sull’italiano istituzionale svizzero: Litaliano istituzionale svizzero: analisi, valutazioni, prospettive (2020–2024). All’incontro sono intervenuti, da diverse prospettive, rappresentanti del mondo accademico (Università di Basilea), dell’Esecutivo (Cancelleria federale), del Legislativo (Segreteria della Commissione di redazione dell’Assemblea federale) e del Giudiziario (Tribunale penale federale).

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Nell’ambito di questo progetto d’ampio respiro, l’équipe di ricercatori dell’Istituto di italianistica dell’ateneo renano guidata dall’ordinaria di linguistica Angela Ferrari ha esaminato una vasta gamma di tipologie testuali (dalle leggi e i relativi materiali ai mezzi di comunicazione sociali, dai comunicati stampa ai discorsi ufficiali, passando dalle spiegazioni del Governo per le votazioni popolari e pure dalle conferenze stampa) e ha potuto tracciare un bilancio tutto sommato molto positivo del nostro idioma, soprattutto se comparato con valutazioni del passato che lo qualificavano come una lingua claudicante, aggrappata al tedesco o al francese mediante calchi e costruzioni azzardate e ben lontana dallo spirito che anima normalmente la lingua del sì. Oggi i testi redatti nella lingua di Dante a Berna, a Bellinzona o a Coira non risentono più degli effetti negativi dell’attrito linguistico e assumono pienamente – nella forma e nei contenuti – il loro statuto di vettori autonomi e ufficiali della volontà dello Stato, come del resto previsto dalla Costituzione federale. Certo, gli esiti possono essere più o meno felici a seconda delle tipologie testuali e del grado di controllo della scrittura (la sintassi e le parole di una legge sono necessariamente più smerigliate di quelle di un tweet istituzionale o di quelle di una conferenza stampa), ma complessivamente la lingua italiana delle istituzioni svizzere è chiara, corretta e di un registro adeguato al medium utilizzato; persino nelle situazioni di crisi come quella della pandemia, le istituzioni hanno saputo fare un uso efficace e oculato delle risorse linguistiche, sia attraverso i siti Internet sia nelle attese e importanti conferenze stampa sull’evolversi della situazione.

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Come spiegare questo salto di qualità rispetto a pochi decenni or sono? Vi sono vari fattori, ma un ruolo centrale lo hanno svolto sicuramente l’ampliamento delle strutture deputate alla cura della lingua, la maggiore efficienza dei presidî a garanzia della qualità redazionale – fra cui segnatamente la traduzione – come pure una più responsabile consapevolezza del ruolo modellizzante della lingua istituzionale.

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Al di là dei risultati delle analisi, il progetto ha messo in luce da un lato la ricca vitalità dell’italiano istituzionale svizzero nelle sue realizzazioni più disparate e d’altro lato, grazie ai metodi d’indagine pluriprospettici, la complessità dell’attività redazionale e traduttiva. Due aspetti che soprattutto oggi vanno sottolineati con forza: il primo perché assicura l’esistenza di un vero plurilinguismo istituzionale (prezioso anche in sede giudiziaria come ha ricordato nel suo intervento il giudice federale Roy Garré), e il secondo quale monito alle velleità fondamentalmente discriminatorie di chi vorrebbe economizzare mezzi finanziari a scapito delle prestazioni linguistiche delle autorità o, peggio, adempiere gli obblighi costituzionali in materia di parità linguistica sostituendo le nostre lingue ufficiali con surrogati prodotti dai cosiddetti programmi di traduzione automatica. Si capisce pertanto che il progetto basilese e le sue risultanze riveste grande rilievo non solo scientifico e linguistico, ma anche politico e sociale in senso lato. In questo senso, non possiamo che augurarci che la sua conclusione preluda a nuove iniziative intorno all’italiano istituzionale elvetico.

I materiali del progetto figurano sul sito: Progetto It-Ist_CH (google.com).


Jean-Luc Egger, Cancelleria federale, Servizi linguistici centrali, Divisione italiana, Berna, e-mail: jean-luc.egger@bk.admin.ch.

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